"Non correre" ed "Amleto"; un titolo che unisce il più altisonante e rappresentativo nome di personaggio nella storia del teatro con un imperativo sempiterno del linguaggio colloquiale; un antico adagio che le madri non smetteranno mai di urlare ai propri figli bambini che si gettano ignari e felici lungo i sentieri del mondo, godendo della propria conquista di abilità, dell'auto-movimento.
Quel "non correre!" gridato da madri divise tra timori ed orgoglio, paventava cadute a terra con sbucciature al ginocchio, niente di più; ma quel grido, divenuto sussurro uscendo dalla bocca di una donna adulta, sola nell'angoscioso dialogo con se stessa in una stanza, diviene un disperato interrogativo: sulla perdita e sulla banalità della morte. ci sei/non ci sei più.
Prendendo le mosse da un fatto di cronaca e di storia familiare della stessa autrice (Francesca Garolla) risalente alla perdita dello zio in una missione umanitaria del 1993 in Bosnia-Erzegovina, la piéce tenta di analizzare la logica di un fatto che diviene banale quando raccontato in una cronaca e la traccia indelebile che lascia nell'animo e nelle vite di chi a quel fatto è legato per vie affettive. La logica, come ben si capisce, è una non-logica. Poiché alla fine ai morti non è dato che di non esserci materialmente ed ai vivi non è data altra scelta che di continuare a vivere. Una lavagna sulla parete del fondo dove, a mano a mano, fatti e nomi verranno cancellati, dopo averne ossessivamente evocato i suoni, nel perseguimento di un senso.
Bello l'allestimento scenico a pavimento con le delimitazioni di ambienti per due personaggi che dialogano in parallelo senza incontrarsi (se non in un finale-chiave), coinvolgenti ed a regola d'arte le interpretazioni dei due attori, Elena Ghiaurov e Milutin Dapčevic (tra i migliori della nostra scena, entrambi, ed in special modo la Ghiaurov, hanno lavorato con i migliori registi e teatri nazionali).
Lo spettacolo, prodotto dallo stesso Teatro-i per la regia di Renzo Martinelli (direttore artistico del teatro di zona Navigli) con il contributi di Lombardia/Next, è in scena dal 23 settembre sino al 19 ottobre. I posti in sala non sono moltissimi, quindi il consiglio è di affrettarsi a prenotare.
Quel "non correre!" gridato da madri divise tra timori ed orgoglio, paventava cadute a terra con sbucciature al ginocchio, niente di più; ma quel grido, divenuto sussurro uscendo dalla bocca di una donna adulta, sola nell'angoscioso dialogo con se stessa in una stanza, diviene un disperato interrogativo: sulla perdita e sulla banalità della morte. ci sei/non ci sei più.
Prendendo le mosse da un fatto di cronaca e di storia familiare della stessa autrice (Francesca Garolla) risalente alla perdita dello zio in una missione umanitaria del 1993 in Bosnia-Erzegovina, la piéce tenta di analizzare la logica di un fatto che diviene banale quando raccontato in una cronaca e la traccia indelebile che lascia nell'animo e nelle vite di chi a quel fatto è legato per vie affettive. La logica, come ben si capisce, è una non-logica. Poiché alla fine ai morti non è dato che di non esserci materialmente ed ai vivi non è data altra scelta che di continuare a vivere. Una lavagna sulla parete del fondo dove, a mano a mano, fatti e nomi verranno cancellati, dopo averne ossessivamente evocato i suoni, nel perseguimento di un senso.
Bello l'allestimento scenico a pavimento con le delimitazioni di ambienti per due personaggi che dialogano in parallelo senza incontrarsi (se non in un finale-chiave), coinvolgenti ed a regola d'arte le interpretazioni dei due attori, Elena Ghiaurov e Milutin Dapčevic (tra i migliori della nostra scena, entrambi, ed in special modo la Ghiaurov, hanno lavorato con i migliori registi e teatri nazionali).
Lo spettacolo, prodotto dallo stesso Teatro-i per la regia di Renzo Martinelli (direttore artistico del teatro di zona Navigli) con il contributi di Lombardia/Next, è in scena dal 23 settembre sino al 19 ottobre. I posti in sala non sono moltissimi, quindi il consiglio è di affrettarsi a prenotare.
Alessandra Branca
NON CORRERE AMLETO
di Francesca
Garolla
regia Renzo
Martinelli
con Milutin Dapčevic e Elena Ghiaurov
suono Fabio Cinicola
luci Mattia De Pace
produzione Teatro i con il contributo di Regione
Lombardia / NEXTcon Milutin Dapčevic e Elena Ghiaurov
suono Fabio Cinicola
luci Mattia De Pace
PER INFO E
BIGLIETTERIA
TEATRO I
via
Gaudenzio Ferrari 11, Milano –
lunedì
/giovedì / venerdì ore 21.00, mercoledì / sabato ore 19.30 / domenica ore 17.00
durata:
70' (senza intervallo)
info
e prenotazioni: tel. 02/8323156 – 366/3700770 – biglietteri@teatroi.org
– www.teatroi.org
intero:
18 euro / convenzionati: 12 euro / under 26: 11,50 euro / over 60: 9 euro
giovedì
vieni a teatro in bicicletta: 7 euro
biglietti
disponibili su www.vivaticket.it