“Dimenticare mai. Per questo ho deciso di trasferire in teatro ciò che ho conosciuto, letto e ho anche trovato in termini di testimonianza. Perché penso che alla fine dei conti, soprattutto per le nuove generazioni, ma non solo, il teatro come l’arte in generale, può dare la possibilità di far nascere una nuova coscienza civile, un nuovo impegno civile nel nostro Paese.”
Daniele Bianchessi
Dopo il successo dell'apertura pasoliniana del 3 novembre, torna il teatro civile nel comune di Abbiategrasso (Mi) per la rassegna Incontroscena curata da Teatro dei Navigli con la direzione artistica di Luca Cairati.
Il secondo appuntamento, martedì 10 novembre, alle ore 21, si terrà nuovamente nel suggestivo luogo dei sotterranei del Castello Visconteo (nel cuore della città), e vedrà in scena il bravo Daniele Bianchessi narratore, per questo suo "Il paese della vergogna", misteri, stragi, omicidi di un’Italia che continua a vivere in perenne “rimozione forzata”. E così Bianchessi sarà di volta in volta durante xx di scena, Peppino Impastato, direttore di Radio Aut, assassinato da Don Tano Badalamenti; Giorgio Ambrosoli, liquidatore della banca privata di Michele Sindona colpito a Milano, sotto la sua abitazione; Libero Grassi, imprenditore di Palermo che si rifiuta di pagare il pizzo; non mancheranno poi le tragiche storie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia politica e la famosa strage di via dei Georgofili a Firenze.
Un vero e proprio collage narrativo/teatrale, un collage di storie, fatti ed emozioni.
Presenta così la direzione di TdN lo spettacolo: < Con la voce graffiante e la lucidità del teatro civile, ci racconta storie vere che toccano nel profondo perché danno voce a uomini e a donne che hanno cambiato la storia e subìto profonde ingiustizie. Una società che non vuol fare i conti con il proprio passato, non comprende il proprio presente e non può progettare il suo futuro>.
Lo spettacolo ha una vocazine fortemente didattica; lo stesso Bianchessi afferma: “Siamo testimoni. Che vanno a cercare per gli altri, e raccolgono, e trasferiscono la Memoria. Noi abbiamo il dovere della Memoria. Ed è faticoso. Occorre informarsi, sapere di cosa si parla. Devi farti tu stesso memoria. Lo devi fare soprattutto per le nuove generazioni.”
a. branca

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