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lunedì 10 novembre 2025

"Varie ed eventuali" , un Flavio Oreglio davvero 'iconico' al Teatro della Cooperativa

L'appuntamento è quasi un classico, al Teatro della Cooperativa. Il "cabaret" frizzante del poliedrico Oreglio a punteggiare la Stagione del teatro di Niguarda con la comicità chirurgica e poetica del menestrello meneghino filosofo, scienziato e cantautore. Personaggi "di una volta" ? Chissà ! L'autore, durante lo spettacolo dichiara: "Sarà che ai miei tempi tutto questo 'presente' non c'era....". 


Cosa sarà "tutto questo presente" ? Tutto questo presente... così... iconico !?

Sicché, di fronte a tanti punti "pesanti" all' "Ordine del giorno", non rimane che rifugiarsi nelle varie ed eventuali per tornare a ridere di noi stessi e benevolmente di tutti, grazie a quel senso del comico ed un po' dell'assurdo che un bravo artista sa sempre ri-suscitare nel pubblico.

"Appunti sparsi e note a piè sospinto", è il sottotitolo dello spettacolo; quando per note si possono intendere anche quelle suonate dallo stesso Oreglio alla tastiera e dal chitarrista Marco Guzzetti.

Una sciorinata di notazioni varie ed eventuali, quelle che ci passano per la testa nei momenti liberi, quando il senso del ridicolo ci coglie, quando guardiamo la realtà "fuor di metafora". Quando ci soffermiamo - Oreglio si sofferma - sulla disparità di fortuna linguistico-lessicale tra il numero quattro ed il numero due, per esempio.

Un mix esplosivo di notazioni linguistiche (il gioco di parole è la specialità, va da sé), "usi e costumi", contraddizioni numeriche ed antropologiche le quali attraversando i tempi giungono sino a noi e dalle quali, volendo, si può risalire ad alcune evidenze e verità umane che ci fanno passare dal minimo quotidiano alla complessità strutturale, da una risata ad un sentimento.

Lo spettacolo prodotto dal teatro della Cooperativa si svolge quindi così, tra elenchi, evocazioni, ragionamenti, allusioni, filosofia e belle canzoni. Carrellata di battute a raffica, dove da un singolo ceppo se ne generano diverse, e mentre non sai più per quale battuta tu stia ridendo a crepapelle: Oreglio parte lento, quasi guardingo - maestro nelle tempistiche di scena - per poi esplodere come fuochi di artificio trascinando il pubblico in un vortice di risate che poi si placa nella musica, nella canzone degli autori italiani più amati, di una temperie artistica vissuta in prima persona, come negli accompagnamenti jazz, blues, ed altro.

Oreglio è un genio, è un cabarettista secondo la definizione che egli stesso ne ha data nella sua opera non soltanto teatrale ma anche saggistica e documentale (ricordiamo che ha egli medesimo istituito l'Archivio Storico del Cabaret Italiano); è un grande comico (il mestiere più difficile!), del tipo che potrebbe passare anche l'esame di Antonio De Curtis in arte Totò poiché, a proposito di cifre, riteniamo che potrebbe suscitare la risata anche solo evocandola una battuta, proprio come Totò in un celebre film raccontava le barzellette citandone unicamente "il numero" .

(E qui ci viene da pensare ad un segreto legame tra la risata ed i numeri, oltre che tra i numeri, la geometria ed il linguaggio; ci avevate mai pensato ? ... nota a piè sospinto anche la nostra, ndr).

Quando c'è tanta maestria (vedi nota biografica sotto, ndr) basta (apparentemente) poco per dar vita ad uno spettacolo coinvolgente, intelligente e pervaso dal tepore di sentimenti soltanto accennati (qui è la parte musicale) e dalle tante risate condivise insieme ed in compresenza.

Se è vero come è vero che a tanta resilienza in fisica meccanica si giustappone la resistenza, ecco che uno spettacolo "comico" diviene un antidoto al protagonismo invadente dell'oggi dove tutto o tutti ci riteniamo "iconici" (è necessario specificare la totale antipatia che chi scrive nutre per l'utilizzo improprio tanto in voga di questo aggettivo o si intuisce da sé?, ndr) e come tali ci perdiamo il bello del "vario ed eventuale": quella strana e poco considerata 'normalità' che scalda, consola ed accende la vita reale nelle sue minuzie; in quelle tante cose che, ad ogni piè sospinto, vengon da sé e non sai perché.

A proposito: e voi, per quale triangolo tifavate alle medie ? Isoscele, rettangolo o scaleno (acutangolo vs ottusangolo)? Eh, parafrasando un celebre titolo di narrativa italiana recente, "la solitudine dei triangoli scaleni". Ma ci pensa Oreglio a riscattarli ! Ah, quanta filosofia in quel triangolo ... .

Alessandra Branca



FLAVIO OREGLIO

È uno dei personaggi più versatili dell’attuale panorama artistico italiano: musicista e cantautore (appassionato di jazz, ragtime, prog e musica popolare con 8 album di canzoni all’attivo), scrittore (ha pubblicato 21 libri), entertainer di grande esperienza (con 40 anni di militanza in locali, teatri e piazze di tutta Italia), è appassionato studioso di “cabaret” e ha istituito l’Archivio Storico del Cabaret Italiano.



mercoledì 10 aprile 2024

Oreglio e Patrucco, non fanno mai la stessa cosa. Prima nazionale al teatro della Cooperativa - fino al 14 aprile

Per la prima volta insieme, Flavio Oreglio e Alberto Patrucco dal 5 al 14 aprile 2024, mattatori assoluti della nuova produzione del Teatro della Cooperativa Non facciamo mai la stessa cosa - Se poi cambia anche il pubblico, siamo a posto, in cui proporranno una serie di appunti satirici sull’attualità e alcune riflessioni semiserie sulla cosiddetta cultura alta. I loro diversi punti di vista troveranno accordi e raccordi comuni, aprendo la pista a voli pindarici tra storie improbabili e sguardi curiosi sul quotidiano.

 

“Intenzioni a due voci”, così Flavio Oreglio e Alberto Patrucco ispirandosi a Bach, definiscono la performance che li vede insieme sul palco per intrecciare contrappunti di storie, aneddoti, battute, canzoni e percorsi inesplorati. Se il richiamo alla musica classica definisce bene il loro rapporto, è però la dinamica del jazz che caratterizza e determina l’andamento dello spettacolo. Infatti, Oreglio e Patrucco si supportano vicendevolmente durante gli assolo (come nella consuetudine performativa degli standard jazz) alternandoli a momenti teatrali d’insieme e canzoni eseguite con pianoforte e chitarra.



Punti di vista diversi che trovano accordi e raccordi comuni, sguardi aperti sul quotidiano, voli pindarici tra storie improbabili e appunti satirici sull’attualità: un insieme di narrazioni variegate che, riscoprendo il valore e il calore dei racconti del focolare, propone - in un gioco satirico-poetico spiazzante e divertente - una visione anarchica e tridimensionale in netta contrapposizione allo spartito dominante.

 

Oreglio e Patrucco hanno sottoscritto un “manifesto d’intenti” essenziale e preciso: “Quello che sta succedendo al mondo della cosiddetta “comicità” non ci interessa, a noi piace misurarci sui contenuti, cercando una partecipazione emotiva, non fisica. Per questo motivo prediligiamo costruire una dimensione d’ascolto informale, confortevole anche se non confortante, nel segno di una normalità ormai dimenticata - distante dalle urla e dalle esagerazioni del sistema mediatico imperante - che oggi, forse, rappresenta la vera trasgressione”.


NON FACCIAMO MAI LA STESSA COSA
Se poi cambia anche il pubblico, siamo a posto
prima nazionale
di e con Flavio Oreglio e Alberto Patrucco regia Renato Sarti

produzione Teatro della Cooperativa

ORARI SPETTACOLI

martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 20:00

giovedì ore 19:30

domenica ore 17:00

lunedì riposo


CONVENZIONI E PROMOZIONI IN CORSO



STAGIONE SU LA TESTA! 2023|2024
TEATRO DELLA COOPERATIVA
via privata Hermada 8 – Milano – info e prenotazioni - Tel. 02 6420761 info@teatrodellacooperativa.it - www.teatrodellacooperativa.it

lunedì 9 novembre 2015

"Caino Royale", di Rita Pelusio, vincitore della IV edizione dei Teatri del Sacro di Lucca, da stasera al Teatro della Cooperativa di via Hermada a Milano


La rassegna lucchese de "I teatri del Sacro", giunta alla quarta edizione, sta divenendo sempre più attrattiva ed interessante per il panorama teatrale nazione. Da nicchia a faro ben visibile dell'arcipelago drammaturgico del nostro paese, faro che fortemente chiama autori ed attori alla riflessione attorno a valori cardine della nostra cultura europea ed italiana in special modo, partendo, appunto da quella tradizione sacra di scrittura e scritture che  - piaccia o no - ha modellato l'umanità antica e moderna e che oggi - spinti da una necessità storica sempre più impellente poiché violentemente minacciata - riconosciamo più che mai quale radice imprescindibile e senso della nostra identità occidentale.
La IV edizione de "I teatri del Sacro", questa del luglio 2015 ha visto vincitore un testo cui si son cimentati personaggi diversi del teatro italiano, certamente provenienti da esperienze totalmente al di fuori da questa cornice lucchese; e parliamo di Rita Pelusio insieme ad Alessandro Pozzetti e Domenico Ferrari (già noti come Garabombo delle Risse).
In scena la coppia biblica Caino ed Abele rivisitata in chiave comica ed interpretata dal duo Andrea Bochicchio e Giovanni Longhin, all'esordio come coppia comica. In "Caino Royale" si narra la storia stralunata di due fratelli uguali e diversi, di cui uno vuole affermare la regola del conflitto e l’altro sfuggire all’assurdità di questo destino. Entrambi hanno ragione ed entrambi torto; entrambi vincono ed entrambi perdono. Il loro è un litigio continuo, un fuggire e inseguirsi tra giochi e dispetti, pensieri e risate, alla ricerca di una paternità migliore, di un’umanità più giusta.  "È un gioco a odiarsi e amarsi che non ha fine", dicono gli autori. La riflessione è quella sulla natura umana ed il senso della violenza cui l'uomo sembra portato tanto quanto alla bontà.

< Può esistere un’umanità priva di violenza? O forse la violenza è materia costitutiva di ogni società umana, la minaccia suprema che ci accompagna da sempre? Che cosa siamo stati capaci di inventare per eliminarla se non forme di violenza “minore” e istituzionalizzata (carcere, guerra, polizia, ecc.) o di sfogarla sui capri espiatori di turno (gli immigrati, i deboli, i “diversi”)? Siamo in grado di sfuggire a questo giogo? In sintesi: possiamo non essere figli di Caino? >

Il titolo gioca evidentemente con "casino royale", titolo di Ian Fleming per la serie James Bond reso celebre dal film del 2006, il primo con protagonista Daniel Craig: a proposito di intrighi.

a. branca

SCHEDA SPETTACOLO
Caino royale - lo spettacolo originale
PEM Habitat Teatrali presenta
IN PRIMA MILANESE
CAINO ROYALE – lo spettacolo originale
di Domenico Ferrari, Rita Pelusio, Alessandro Pozzetti
con la collaborazione di Riccardo Piferi
con Andrea Bochicchio e Giovanni Longhin
regia Rita Pelusio
spettacolo vincitore della IV Edizione de “I Teatri del Sacro” – Lucca, giugno 2015

Da lunedì 9 a domenica 15 ottobre 2015 – al Teatro della Cooperativa di Milano
Stagione “Cavalli di Battaglia” – IL CARTELLONE
Teatro della Cooperativa (9/15 novembre 2015)
 
SPETTACOLI:      feriali ore 20.45 – domenica ore 16 – riposo: giovedì
PREZZI:               intero 18 euro – ridotti  15/9 euro
 
www.teatrodellacooperativa.it  - Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997