venerdì 20 novembre 2015

IL COMPLESSO DI ISMENE, Viaggio nella psiche invisibile di una donna - produzione Pacta dei Teatri

IL COMPLESSO DI ISMENE
Viaggio nella psiche invisibile di una donna

Secondo appuntamento con la rassegna Off del circuito "Scenaperta" dell'altomilanese, in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne: al Monastero degli Olivetani di Nerviano la compagnia PACTA dei Teatri con “Il complesso di Ismene”, scritto e diretto dalla psicologa junghiana Adele Falbo, proporrà un vero e proprio viaggio nella psiche femminile.
Lo spettacolo nasce tutto internamente al teatro Oscar Pacta che ne propone non solo l'interpretazione da parte della compagnia ma concepimento e produzione. Lo spettacolo è infatti pare di quel percorso di analisi del ruolo della donna nelle società e delle declinazioni del "femminile" nella realtà che Oscar Pacta propone da anni - dal 2011 per l'esattezza - al pubblico milanese. Lo fa mettendo in scena una drammaturgia contemporanea, originale o ripresa dai classici del Novecento (citiamo qui, per esempio, la bella rappresentazione di un'autrice tanto misconosciuta quanto alta e centrale nella drammaturgia del Novecento, come quella di  Elfriede Jelinek con la sua "la regina degli elfi"). Si tratta del "ProgettoDonne,Teatro&Diritti", non a caso patrocinato e sostenuto dal Comune di Milano.

A. Branca

DAL PRESSBOOK PACTA DEI TEATRI: << Il male lega più del bene? Perché le donne si legano a chi fa loro del male? Dove e quando comincia il male? Molte donne emancipate e molte donne vittime ancora oggi di un retaggio culturale di stampo patriarcale, subiscono le svalutazioni dei loro partner. Lo spettacolo “Il Complesso di Ismene” è nato dalla volontà di raccontare la violenza contro le donne. Questo lavoro, parte di uno studio teatrale sulla violenza di genere, mette in scena la tragedia contemporanea delle relazioni di coppia.
La psiche della donna si fa teatro: le dinamiche interne diventano azioni sceniche e i diversi aspetti di una personalità inconscia saranno i personaggi in scena. 
 Lo spettacolo segue il filo dei pensieri della protagonista, Ismene, schiacciata da riflessioni che la tengono sempre più inchiodata in una situazione violenta e di rinuncia a se stessa. Ismene non sa che è proprio la sua volontà a metterla al centro di un conflitto tragico, conducendola sempre di più verso una fine inevitabile. >>

NERVIANO – Monastero degli Olivetani, piazza Manzoni 14
DOMENICA 22 NOVEMBRE 2015 – ore 21
Alle ore 20 incontro con Adele Falbo, regista e psicologa junghiana e con la compagnia.

IL COMPLESSO DI ISMENE

di Adele Falbo
regia Adele Falbo
con Annig Raimondi, Carmen Chimienti, Giada Balestrini, Federica Toti
luci Fulvio Michelazzi
sonorizzazioni Andrea Lambertucci
produzione PACTA dei Teatri
in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia

Ingresso:
intero 10 euro
ridotto 7 euro
Abbonamento a 14 spettacoli 42 euro
Biglietti in vendita su Vivaticket

Per informazioni e prenotazioni:
0331.1613482 – 329.7775140 - info@scenaperta.org – www.scenaperta.org
Orari: lun - gio   10 - 13 / 15 -17 - ven   10 – 13

"Teatro in mostra" con "Barbablù 2.0", quando la vittima è complice del carnefice

Il 24 Novembre 2015 alle ore 21.00, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, nuovamente al Teatro al Corso di Abbiategrasso (Corso San Pietro 62), Teatro dei Navigli propone il quarto e ultimo imperdibile appuntamento degli spettacoli dedicati al teatro civile, promossi dal comune di Abbiategrasso, Barbablù 2.0-i panni sporchi si lavano in casa, una produzione dell’associazione culturale Teatro in Mostra – di Magdalena Barile, diretta da Eleonora Moro, con Laura Negretti e Alessandro Quattro – che affronta con lo stile della prosa una tematica sociale di forte attualità come la violenza sulle donne e in modo particolare la violenza domestica; la violenza peggiore di tutte perché si consuma tra le pareti della propria casa e arriva dalle mani di chi dovrebbe amarti e accarezzarti e invece ti distrugge, non solo fisicamente, ma anche psicologicamente e moralmente, in un pathos crescente, profondamente vero e concreto.

Per parlare di donne maltrattate Teatro in Mostra ha scelto di non cominciare dalla cronaca, ma da molto più lontano, da molto più in profondità: dalla tradizione popolare, dalla fiaba di Barbablù, scritta da Charles Parrault nel XVII secolo, fiaba che curiosamente nasce come monito alle fanciulle di non lasciarsi guidare dalla troppa curiosità e oggi si presta perfettamente a essere una parabola sulle donne vittima di follia omicida da parte di mariti. La figura di questo marito orco, Barbablù, che colleziona mogli assassinate nella stanza segreta del suo castello è stata per secoli suggestiva materia di riscritture, sceneggiature cinematografiche, riflessioni teoriche, spunti gotici e umoristici. Lavorare sulla riscrittura di un classico significa infatti cercare nel contemporaneo tutte le possibili casse di risonanza per far rivivere i conflitti drammatici e le funzioni narrative originarie, facendole proprie con scelte stilistiche e formali.

Il progetto teatrale di Laura Negretti porta dunque in scena una favola nota, Barbablù appunto, cambiandone alcuni addendi. Ecco cosa succede. L’uomo non ha la barba da terribili riflessi blu, al contrario sembra una persona dolce, tenera e premurosa. L’uomo non ha sette o più mogli, ma solo una, una moglie così innamorata da non accorgersi che forse quei terribili riflessi ci sono per davvero. Come nella favola, la ‘terribile porta che per nessun motivo doveva essere aperta’ rimane chiusa, perché l’orrore della violenza sulle donne si consuma troppo spesso all’interno delle mura domestiche e dietro una porta che rimane serrata e sono poche le donne che hanno il coraggio di spalancarla.

Barbablù 2.0 non è la storia di un marito violento e delle conseguenze delle sue azioni, ma la storia di un viaggio nella testa di una donna. La ricerca di un’identità forte che si è persa, sfilacciata fra violenze e soprusi che sono diventati la norma. Come in un giallo, la protagonista si troverà a ricostruire la dinamica di un omicidio, il suo, arrivando alla consapevolezza finale e terribile di esserne stata complice.

Come di consueto nella rassegna, seguirà un momento di incontro tra pubblico e platea al termine dello spettacolo che, per l’occasione, si articolerà in un dibattito sul tema, moderato da Nunzia Fontana, presidente dell’associazione Iniziativa Donna.

INCONTROSCENA
(a.b.)

martedì 10 novembre 2015

Maria Amelia Monti in Sala Ratti a Legnano con "la lavatrice del cuore", stasera, per il primo appuntamento di Scenaperta Class 2015/16


Uno spettacolo che nasce da tante lettere. Lettere di bambini adottati raccolte (e lette, dalla stessa Monti) nell'ambito del Festival delle Lettere 2013. Maria Amelia Monti, attrice di teatro, ed il marito, drammaturgo, Edoardo Erba, sono anch'essi genitori adottivi. Leggendo le lettere dei bambini e dei genitori, i due hanno subito sentito la necessità e la possibilità di intrecciare quelle lettere alla loro stessa storia; e fu così che nacque lo spettacolo; già in quel 2013 durante la performance del festival che ha toccato il cuore di molti presenti. Tutto il progetto è stato sostenuto dall'associazione Italiadozioni e la produzione è dello stesso Festival delle Lettere. Debutta sulle scene al Franco Parenti di Milano, con grandissimo riscontro, e da là la coppia teatrale di genitori adottivi continua a girare i palchi dello stivale. Stasera, 10 novembre, alle ore 21, il pubblico dell'ovest milanese potrà partecipare recandosi in Sala Ratti a Legnano (centro, corso Magenta 9) dove aprirà la stagione del circuito Scenaperta per la serie "Class". In scena l'interpretazione della Monti sarà accompagnata dal violoncello di Federico Odling.

Il titolo dello spettacolo nasce da una immagine, da un dialogo tra madre e figlia raccontato nella lettera di Francesca; ne riportiamo qui il passo:

(Francesca accoglie la tristezza della figlia Anna che concentra il vuoto dell’abbandono come se fosse un buco situato tra torace e stomaco e non vorrebbe parlarne per non far diventare triste anche la mamma)
…”Anna” le dico “ma tu non lo sai che quando il Signore ci fa diventare Mamme regala a ognuna di noi una lavatrice del cuore?”
Lei mi fissa sbalordita: “La lavatrice del cuore? Cos’è???”
“Si Annina, in qualsiasi modo diventiamo mamme,riceviamo in dono una lavatrice del cuore, e anche io ho la mia!Quando tu ti senti triste, quando il peso della panciati sembra insopportabile, tu vieni da me, apri l’oblò che c’è qui nel mio cuore,ci butti dentro tutte le cose brutte che ti rendono tristee non ti fanno stare bene,io poi le lavo, le centrifugo,e vedrai che dopo usciranno solo serenità e tranquillità”…. 
siti consigliati: www.italiaadozioni.it -  http://www.lavatricedelcuore.it/ - http://festivaldellelettere.it/

DAL PRESS BOOK DELLO SPETTACOLO: < “Ma tu non lo sai che quando noi donne diventiamo mamme, in qualsiasi modo lo diventiamo, riceviamo in dono una lavatrice del cuore?”
L’adozione raccontata attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuta direttamente o indirettamente.
Una lavatrice per lavare via il dolore, per alleggerire il pesante bagaglio che spesso i bambini adottati non riescono a condividere con i genitori adottivi. Un simbolo e un espediente per alleggerire le difficoltà, che grazie alla levità dell'amore possono essere superate.
Dalle lettere raccolte per la categoria Lettera di un’adozione nell'ambito de Festival delle Lettere 2013, nasce La Lavatrice del cuore, spettacolo teatrale scritto da Edoardo Erba ed interpretato da Maria Amelia Monti. Il racconto dell’esperienza di Edoardo e Maria Amelia si affianca a quello di altre coppie, di papà e mamme che raccontano il proprio viaggio, in un’alternanza tra prosa e lettura di grande intensità in cui non mancano momenti ironici.  Così si ride e ci si commuove, ma se sgorgano delle lacrime non c'è da preoccuparsi: “è solo l’acqua di scarico della lavatrice”>

a. branca


LA LAVATRICE DEL CUORE

con Maria Amelia Monti
a cura di Edoardo Erba
al violoncello Federico Odling
in collaborazione con ItaliaAdozioni
Distribuzione Nidodiragno
Produzione Festival delle lettere

INFO SCENAPERTA E SALA RATTI:
Ingresso: 
intero 20 euro
ridotto 16 euro
Abbonamento 6 spettacoli + posto riservato evento speciale 78 euro
Biglietti in vendita su Vivaticket

Per informazioni e prenotazioni:
0331.1613482 – 329.7775140 - info@scenaperta.org – www.scenaperta.org 
Orari: lun - gio   10 - 13 / 15 -17 ; ven   10 – 13

lunedì 9 novembre 2015

"Caino Royale", di Rita Pelusio, vincitore della IV edizione dei Teatri del Sacro di Lucca, da stasera al Teatro della Cooperativa di via Hermada a Milano


La rassegna lucchese de "I teatri del Sacro", giunta alla quarta edizione, sta divenendo sempre più attrattiva ed interessante per il panorama teatrale nazione. Da nicchia a faro ben visibile dell'arcipelago drammaturgico del nostro paese, faro che fortemente chiama autori ed attori alla riflessione attorno a valori cardine della nostra cultura europea ed italiana in special modo, partendo, appunto da quella tradizione sacra di scrittura e scritture che  - piaccia o no - ha modellato l'umanità antica e moderna e che oggi - spinti da una necessità storica sempre più impellente poiché violentemente minacciata - riconosciamo più che mai quale radice imprescindibile e senso della nostra identità occidentale.
La IV edizione de "I teatri del Sacro", questa del luglio 2015 ha visto vincitore un testo cui si son cimentati personaggi diversi del teatro italiano, certamente provenienti da esperienze totalmente al di fuori da questa cornice lucchese; e parliamo di Rita Pelusio insieme ad Alessandro Pozzetti e Domenico Ferrari (già noti come Garabombo delle Risse).
In scena la coppia biblica Caino ed Abele rivisitata in chiave comica ed interpretata dal duo Andrea Bochicchio e Giovanni Longhin, all'esordio come coppia comica. In "Caino Royale" si narra la storia stralunata di due fratelli uguali e diversi, di cui uno vuole affermare la regola del conflitto e l’altro sfuggire all’assurdità di questo destino. Entrambi hanno ragione ed entrambi torto; entrambi vincono ed entrambi perdono. Il loro è un litigio continuo, un fuggire e inseguirsi tra giochi e dispetti, pensieri e risate, alla ricerca di una paternità migliore, di un’umanità più giusta.  "È un gioco a odiarsi e amarsi che non ha fine", dicono gli autori. La riflessione è quella sulla natura umana ed il senso della violenza cui l'uomo sembra portato tanto quanto alla bontà.

< Può esistere un’umanità priva di violenza? O forse la violenza è materia costitutiva di ogni società umana, la minaccia suprema che ci accompagna da sempre? Che cosa siamo stati capaci di inventare per eliminarla se non forme di violenza “minore” e istituzionalizzata (carcere, guerra, polizia, ecc.) o di sfogarla sui capri espiatori di turno (gli immigrati, i deboli, i “diversi”)? Siamo in grado di sfuggire a questo giogo? In sintesi: possiamo non essere figli di Caino? >

Il titolo gioca evidentemente con "casino royale", titolo di Ian Fleming per la serie James Bond reso celebre dal film del 2006, il primo con protagonista Daniel Craig: a proposito di intrighi.

a. branca

SCHEDA SPETTACOLO
Caino royale - lo spettacolo originale
PEM Habitat Teatrali presenta
IN PRIMA MILANESE
CAINO ROYALE – lo spettacolo originale
di Domenico Ferrari, Rita Pelusio, Alessandro Pozzetti
con la collaborazione di Riccardo Piferi
con Andrea Bochicchio e Giovanni Longhin
regia Rita Pelusio
spettacolo vincitore della IV Edizione de “I Teatri del Sacro” – Lucca, giugno 2015

Da lunedì 9 a domenica 15 ottobre 2015 – al Teatro della Cooperativa di Milano
Stagione “Cavalli di Battaglia” – IL CARTELLONE
Teatro della Cooperativa (9/15 novembre 2015)
 
SPETTACOLI:      feriali ore 20.45 – domenica ore 16 – riposo: giovedì
PREZZI:               intero 18 euro – ridotti  15/9 euro
 
www.teatrodellacooperativa.it  - Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997

Daniele Bianchessi porta al Castello Visconteo di Abbiategrasso "il Paese della Vergogna"


“Dimenticare mai. Per questo ho deciso di trasferire in teatro ciò che ho conosciuto, letto e ho anche trovato in termini di testimonianza. Perché penso che alla fine dei conti, soprattutto per le nuove generazioni, ma non solo, il teatro come l’arte in generale, può dare la possibilità di far nascere una nuova coscienza civile, un nuovo impegno civile nel nostro Paese.”
Daniele Bianchessi
Dopo il successo dell'apertura pasoliniana del 3 novembre, torna il teatro civile nel comune di Abbiategrasso (Mi) per la rassegna Incontroscena curata da Teatro dei Navigli con la direzione artistica di Luca Cairati.
Il secondo appuntamento, martedì 10 novembre, alle ore 21, si terrà nuovamente nel suggestivo luogo dei sotterranei del Castello Visconteo (nel cuore della città), e vedrà in scena il bravo Daniele Bianchessi narratore, per questo suo "Il paese della vergogna", misteri, stragi, omicidi di un’Italia che continua a vivere in perenne “rimozione forzata”. E così Bianchessi sarà di volta in volta durante xx di scena, Peppino Impastato, direttore di Radio Aut, assassinato da Don Tano Badalamenti; Giorgio Ambrosoli, liquidatore della banca privata di Michele Sindona colpito a Milano, sotto la sua abitazione; Libero Grassi, imprenditore di Palermo che si rifiuta di pagare il pizzo; non mancheranno poi le tragiche storie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia politica e la famosa strage di via dei Georgofili a Firenze.
Un vero e proprio collage narrativo/teatrale, un collage di storie, fatti ed emozioni.
Presenta così la direzione di TdN lo spettacolo: < Con la voce graffiante e la lucidità del teatro civile, ci racconta storie vere che toccano nel profondo perché danno voce a uomini e a donne che hanno cambiato la storia e subìto profonde ingiustizie. Una società che non vuol fare i conti con il proprio passato, non comprende il proprio presente e non può progettare il suo futuro>.
Lo spettacolo ha una vocazine fortemente didattica; lo stesso Bianchessi afferma: “Siamo testimoni. Che vanno a cercare per gli altri, e raccolgono, e trasferiscono la Memoria. Noi abbiamo il dovere della Memoria. Ed è faticoso. Occorre informarsi, sapere di cosa si parla. Devi farti tu stesso memoria. Lo devi fare soprattutto per le nuove generazioni.”

a. branca